Le Storie

Del perchè e del per come il terremoto assomigli alla leucemia. Ma anche no.

Chi mi conosce da un po’ di tempo, sa già all’incirca delle mie vicissitudini personali. Per chi mi incontrasse qui per la prima volta, riassumo brevemente: nel 2006 ho avuto una leucemia (con relativo trapianto di midollo nel febbraio 2007), nel 2011 una recidiva (con relativo doppio trapianto di midollo).

Allo stesso modo, chi vede il telegiornale, legge i giornali o comunque vive nel mondo reale, sa quel che sta succedendo in quesi giorni nella mia Bassa: alla fine di maggio, un terremoto, anzi due, hanno sconvolto Mirandola (dove vivo) e i paesi vicini, insieme alla vita di tutti gli abitanti.
Con il passare dei giorni, mi sono reso conto che queste due esperienze hanno tanto in comune, e che sotto diversi aspetti è quindi possibile fare un parallelo.

Prima, però, un paio di premesse.

Innanzitutto, io parlo della mia esperienza personale, sia della leucemia che del terremoto. Se ascoltaste altre persone, trovereste punti in comune, ma anche discordanze tra le nostre testimonianze.
Secondo, questo scritto non ha nessuna pretesa scientifica, sociologica o altro. Scrivo solo perchè mi aiuta a stare bene (come iniziai a fare nel periodo della prima degenza, tanto per cominciare con i paralleli).

Quali sono dunque queste somiglianze?

La prima, evidente, è l’essere un evento completamente inaspettato.

Scoprii di avere la leucemia grazie a una donazione all’AVIS, in un normale controllo di routine. La telefonata che mi annunciava che qualcosa non andava mi arrivò, come un fulmine a ciel sereno, nel mezzo di un pomeriggio di lavoro come tanti altri.
Il terremoto mi ha trovato, la notte tra il 19 e il 20 maggio, addormentato sul divano dei miei. Mi ha svegliato un boato, tutto intorno tremava, la luce era saltata. Mi sono riparato a tentoni sotto l’arco di un muro portante, mentre a meno di un metro da me si sfracellava un acquario da 200 litri.

La seconda, altrettanto evidente, è lo sconvolgimento che ha causato nella mia vita.

Lo scoprire di avere la leucemia ha portato a tanti controlli, a un lungo periodo di ricovero, e – anche dopo il trapianto – a vari mesi di degenza e a tante precauzioni, che hanno costretto la mia vita in stand-by, mentre i miei coetanei si sposavano, facevano figli, facevano carriera, divorziavano, cambiavano lavoro.
Il terremoto, specialmente la scossa del 29, ci ha costretti fuori casa. I miei sono in tenda, io – che per le suddette questioni di salute non posso starci – ho vagato prima tra le case di amici che mi hanno ospitato, e ora sono in un agriturismo nel Frignano, in attesa che arrivino i container dove passeremo le prossime settimane, finchè la situazione non sarà abbastanza stabile.
Inoltre ci ha privati delle nostre abitudini, delle chiese dove andavamo a messa, della piazza, dei bar, dei ristoranti, degli abituali punti di ritrovo. Per quanto riguarda il lavoro, sono tra i fortunati che non ne hanno risentito, lavorando a Modena. Per tanti non si può dire lo stesso.

La durata: nessuna delle due situazioni si risolve in tempi brevi, a quanto pare.

L’incertezza: quando pensavo di stare uscendo dal tunnel della malattia, è arrivata la recidiva.
Quando pensavamo di poterci riprendere dalla scossa del 20, è arrivata quella del 29.
E se la prima volta è un fulmine a ciel sereno che ti sconvolge la vita, la seconda è una mazzata sulle rotule proprio quando stai provando a rialzarti, che ti porta ogni giorno, ogni ora a chiederti se ricapiterà ancora.

Proprio per questa incertezza, entrambi gli eventi ci costringono a vivere giorno per giorno, navigando a vista. E’ difficile per ora pensare a cosa accadrà tra sei mesi, o tra tre, o tra uno, o tra una settimana. Riesco a prendere solo decisioni di breve portata, così come capitava nel periodo della degenza, quando il futuro sembrava sempre troppo lontano e troppo incerto.

L’impotenza, che nel terremoto è ancora più forte che nella leucemia. Se per questa puoi affidarti ai medici e alle loro cure, contro il terremoto un vero rimedio non c’è.

Entrambe le esperienze portano poi ad alterare la percezione della realtà.
Quando ho scoperto di essere malato, nei primi mesi tendevo a sentire un sacco di sintomi che poi non avevano un riscontro nei fatti.
Non so voi, ma col terremoto, soprattutto nei primi giorni, continuavo a sentire tremare tutto, e ad ogni rumore ero in paranoia (ora un po’ meno, ma non del tutto, specialmente quando Daniele in ufficio prende a testate l’armadio, o il collega dell’ufficio a fianco sfoga i suoi istinti omicidi sulla tastiera del pc).

Ci sono però anche aspetti positivi: la solidarietà, ad esempio. Nei giorni del terremoto, come in quelli della malattia, è stato impressionante constatare quante persone si siano ricordate di me, e quante mi abbiano offerto aiuto e ospitalità, anche se spesso non ci vedevamo da anni.

In questo, però, c’è anche una differenza: mentre la leucemia è un’esperienza molto personale, e da malato sentivo concentrate su di me le attenzioni di chi mi stava intorno, il terremoto è un’esperienza ovviamente collettiva, per cui anche chi sta attorno e aiuta, ha a sua volta bisogno di aiuto e di conforto.

Inoltre è un’esperienza molto più confrontabile: il percorso della malattia è “singolare”, nel senso che ogni malato fa il suo, e ci sono coincidenze e differenze almeno in egual misura. Nel terremoto, le somiglianze sono molte di più, al di là della specifica situazione in cui ognuno si è trovato a quell’ora: questo rende più facile parlarne, e capirsi a vicenda (spesso, da malato, mi è capitato di sentirmi incompreso, a volte a ragione, altre meno).

Ci saranno sicuramente altre cose: stasera mi sono venute in mente queste.
Quel che mi fa sperare è che con la malattia si impara a vivere, e a ripensare la propria vita anche in circostanze difficili. Se le somiglianze sono così tante, spero ci riusciremo anche col terremoto.

Andrea Razzaboni

Ho 36 anni, sono nato e vivo a Mirandola, lavoro in banca.
Nel 2006 ho scoperto di avere una leucemia che mi ha portato ad un trapianto di midollo nel 2007 e un altro nel 2011.
Questo standby forzato mi ha dato però il tempo di riscoprire alcuni interessi come la scrittura, sia sul mio blog La versione di razza75 sia attraverso alcuni racconti.
A inizio maggio sono tornato al lavoro e speravo in un po’ di vita “normale”… fino alla fatidica notte del 20.

Discussion

4 Responses to “Del perchè e del per come il terremoto assomigli alla leucemia. Ma anche no.”

  1. ho letto l articolo sopra e dico che e una lettura da pelle d’oca grazie mille per averci portato la tua esperienza un grande abbraccio

    Posted by katia | 22 giugno 2012, 21:03
  2. Grazie Katia :)

    Posted by razza75 | 23 giugno 2012, 08:23
  3. Andrea sono pienamente d’accordo con te poichè ho vissuto diciamo in quasi prima persona entrambe le tue esperienze: la leucemia ha colpito mio fratello ma io ero la donatrice del midollo, il terremoto mi ha buttato giù dal letto la prima volta (abito a Formignana in provincia di Ferrara circa 25 km da mirabello e Sant’agostino) e segato le gambe la seconda volta di giorno… non abbiamo avuto danni ringraziando il cielo ma ha mosso ciò che mi siera mosso dentro quando scoprimmo della leucemia di Stefano… pregavo costantemente di poter essere io a donare il midollo al mio fratellone, non l’altro mio fratello…e così è stato anche se nel suo caso non siamo mai usciti dal tunnel… Ora con il terremoto la stessa voglia di fare, di aiutare, di sensibilizzare è tornata forte come la prima scossa…Insieme ad una mia amica abbiamo improvvisato una raccolta di generi di prima necessità che ci sta dando tanta soddisfazione per i comuni del Ferrarese… vedere la gratitudine negli occhi di chi riceve e sapere di esser stato molto utile mi riempie il cuore di gioia e speranza così come vedere gli occhi di mio fratello allora dopo le tre donazioni…
    Sii forte per tutto, e tanti in bocca al lupo per tutto!
    Francesca B.

    Posted by Francesca | 27 giugno 2012, 16:48
  4. Grazie Francesca, bella la tua testimonianza “dall’altro lato”.

    Posted by razza75 | 27 giugno 2012, 20:10

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