Le Storie

la valigia

la-valigiaAl telefono mi dice “Sto tornando con una sorpresa” e io penso immediatamente a un cucciolo di cane. Per fortuna mi sbaglio. Torna a casa con una valigia, o meglio con la valigia. La valigia è un trolley azzurro polvere (al momento con una spiccata sfumatura rosso mattone) nel quale sono contenuti dieci, forse quindici, anni di musica: CD comprati in giro per l’Europa, accumulati negli anni, pezzi di vita come solo la musica sa essere. Quella valigia era là, in casa, poco lontano dall’ingresso. È stata fin da subito uno dei nostri chiodi fissi, perché, come credo sia facile intuire, se l’idea di perdere le proprie cose fa male a tutti, l’idea di perdere cose che non si possono ricomprare fa male il doppio. Lo sguardo del Marito era trionfante, io mi sono commossa. La valigia rediviva significa primo ingresso in casa, significa coraggio a quattro mani, fiato sospeso e via entrare. Con prudenza, certo, ma adesso sappiamo che, all’interno, i piani hanno retto. Adesso spetta agli ingegneri strutturali valutare l’entità degli interventi (e non sarà cosa da poco), ma intanto ci siamo (si è, a dire il vero) ripresi i primi metri interni. Salire al primo piano è impensabile, però “questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo da gigante per l’umanità”. Stiamo in piedi e andiamo avanti.

Sara Crimi è una traduttrice editoriale free-lance che, fino al 19 maggio del 2012, viveva e lavorava fra Modena e Cortile di Carpi. Il passato è d’obbligo, visto che la notte del 20 maggio (e la mattina del 29 di quello stesso mese) ha cambiato la sua vita: la casa di campagna non è più agibile, i punti di riferimento sono crollati (in tutti i sensi) e, come altre quindicimila persone circa, si trova a ripensare se stessa su fondamenta diverse. Scrive le parole degli altri per vivere e le proprie per sopravvivere. Ha un profilo Facebook  un sito web e un blog (abbandonato e ripreso)

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