Le Storie

Matteo: 24-7

“Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi”  [Matteo: 24-7]

Sono precisa e organizzata per natura. Questo è il modo carino per dirlo, ma diciamo le cose come stanno: sono una control freak.
Forse è anche per questo che non sono una followers dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia “dell’ultim’ora”…. controllo il sito ogni giorno da quasi un anno: dal 15 luglio 2011 per l’esattezza.
Da quando quella sera al settimo piano di un appartamento in centro a Modena, il tavolo mi ha ballato sotto ai gomiti, il muro mi si è spostato da dietro la schiena, il pavimento da sotto i piedi. E’ da allora che ho spostato le cose appese ai muri della mia camera, in modo che “in caso di terremoto non mi caschino in testa”. E’ da allora che “sento” che qualcosa sta covando sotto la pianura padana. E la scossa di gennaio 2012 mi ha solo messo ancora più all’erta. Sono stata l’unica del palazzo a scendere in cortile, con i vicini affacciati al balcone che mi prendevano in giro “ma torna su, tanto questo palazzo non viene giù!” Non mi importa. Ridete pure. Io scendo.

Ed ecco perchè il 20 maggio, seppur stessi dormendo della grossa (addormentata di botto appena mi sono infilata sotto alle coperte alle 2:00am), appena la scossa mi ha risvegliato con la forza, non ho avuto bisogno di quell’attimo “per capire” di cui parlano in tanti. Mi sono svegliata già cosciente, già quasi “preparata”: il terremoto.
Non sono di quelle che si paralizza. Agisco abbastanza freddamente nel momento del “bisogno”: in piedi, infilare le scarpe mentre ancora si balla (la scossa di gennaio mi ha insegnato che scendere le scale con le pantofole è un intralcio), attendere la fine della scossa sotto ad uno stipite, prendere il cellulare, infilare la giacca, scendere dal terzo piano e restare in strada. Ovviamente ho avuto la fortuna di poter fare tutto ciò perchè non vivo nella bassa.
Essere “psicologicamente pronta e fredda” vuol dire non avere le ginocchia tremolanti a fine emergenza, o non entrare in paranoia? Purtroppo no. Ho passato le notti in macchina, ho memorizzato il numero della Protezione Civile (suggerimento di Marlene, grazie.), ho ancora intenzione di tenermi una torcia sul comodino. Con la speranza di non doverla usare mai.

BIO: Una modenese per caso.
twitter: @SamanthaJackson

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