Le Storie

Pensavamo che tutto si limitasse a quel giorno

Il mese di maggio
Maggio, il mese delle rose, il mese dedicato alla Madonna, periodo in cui finalmente arriva la bella stagione
Durante il corso della mia vita il mese di maggio è sempre stato un mese “speciale”, nel bene e nel male: sono successe le cose più belle, ma anche quelle più brutte, se durante tutte l’anno svolgiamo le stesse cose di routine: lavoro, casa figli, vacanze … di solito quando arriviamo verso la metà di maggio mio marito dice “strano, siamo già a metà mese e ancora non è successo nulla…” ed io rispondo “tutti gli anni ripeti la stessa cosa, perché mai?” ed anche nel1912 questo mese ci ha portato qualcosa di veramente terribile, la più terribile che abbia vissuto in 54 anni della mia vita.

La mia terra
Io ho sempre abitato nella “bassa Modenese” ora chiamata in termini più moderni AREA NORD della provincia di Modena, Zona ai confini con la Lombardia, pianeggiante , con la campagna fertile irrigata dalle acque del Po, del Secchia e del Panaro, in giugno si vedono immensi campi di granoturco, frumento, cocomeri , meloni, poi raccogliamo pomodori, dai nostri alberi maturano le pesche , le pere, l’uva, non ci mancano neppure gli allevamenti di mucche dal cui latte si ricava un ottimo e famoso formaggio conosciuto in tutto il mondo e quelli di suini che ci danno ottimi prosciutti , salami……..
L’industria, nonostante la crisi che ormai c’è in tutta Italia, qui da noi tiene ancora abbastanza, grazie alle multinazionali del biomedicale ed al loro indotto, formato da tanti gruppi di artigiani che hanno capannoni con alcuni operai.
Anche l’attività culturale ferve: qui c’era il ducato dei Pico nel cui castello, recentemente ristrutturato vi è un museo, delle sale mostra, un auditorium .
Abbiamo Asili e scuole che funzionano, una scuola di musica grazie alla quale i nostri ragazzi hanno avuto l’opportunità di conoscere ragazzi e luoghi di tutta Europa e dalla quale sono usciti bravissimi musicisti , la piscina, centri sportivi d’eccellenza.
Il clima è quello che è, caldo e umido d’estate con zanzare di giorno e di notte, e nebbioso d’inverno, con quelle nebbie che si possono tagliare con il coltello. Dimenticavo, lo scorso inverno ci sono stati parecchi disagi, causati da una nevicata eccezionale, ma da noi , ci si alza presto, si fa la “rotta” e via che si parte per la giornata di lavoro.
In ogni modo, se abbiamo voglia di allontanarci per qualche giorno dal caldo afoso dell’estate in un paio d’ore possiamo arrivare nelle belle località balneari della Romagna o in inverno possiamo andare a sciare sulle piste del monte Cimone.
Insomma la nostra zona è fertile, si lavora parecchio ma ci si può divertire, il clima è pessimo, ma non sono mai successi disastri terribili e soprattutto, ci hanno sempre detto, non verranno mai terremoti perché non è zona sismica il nostro sottosuolo è sabbioso……

“Allegro mosso”
Il giorno 19 maggio alle ore 15 circa siamo partiti dalla scuola di musica di Mirandola con destinazione Ippodromo di Cesena . Verso le 21 ero seduta sugli spalti ad ascoltare un bellissimo concerto organizzato dal Direttore della nostra scuola di Musica, nel quale i ragazzi della J. Lennon suonavano assieme a Goran Bregovic e alla sua orchestra Ha aperto la serata Gaetano che ci ha fatto sognare con le note dolcissime del suo violino. Ai piedi del palco c’erano migliaia di ragazzi provenienti da tutta Europa che si erano esibiti durante le serate precedenti nei paesi intorno a Cesena e tutti ballavano al ritmo della musica travolgente e assordante del grande Goran… Serata bellissima e indimenticabile

Ore 3 di notte ritorno a casa ci mettiamo sotto le coperte, siamo stanchi ci possiamo fare una bella dormita, domani è domenica, mica dobbiamo andare a lavorare, possiamo rimanere a letto fino a tardi  Buonanotte!

20 maggio 2012 ore 4:
Appena preso sonno   sembra che il letto si muova tutta la casa scuote ma che sogno è? Via usciamo presto è… è… è… è il terremoto
Ci ritroviamo con tutti gli abitanti del nostro quartiere davanti a casa in pigiama, ciabatte a guardarci intorno: si sente odore di vino e si vedono rivoli che escono dalle cantine, si sono rovesciate le bottiglie ed un nostro vicino non perde tempo inizia a portare i vetri rotti nel cassonetto. Ci guardiamo tutti in faccia impauriti, nessuno osa tornare in casa , le nostre case sono tutte integre, sono nuove, ma cosa sarà successo alla piazza alle chiese, ai nostri parenti? Suonano i cellulari, ognuno vuol sapere le sorti dei propri familiari: qualcuno ricorda che c’è stata anche una scossa  precedente, alla una e trenta noi eravamo a Cesena, non l’abbiamo sentita,
qualcuno ha pensato che non era nulla di grave perché in fondo noi non siamo in una zona sismica, ed era tornato a letto. Ora invece nessuno pensa più a tornare in casa anche perché la terra trema in continuazione e si sentono sirene, ambulanze…….
Restiamo seduti sui muraccioli delle nostre case fino a che non albeggia, poi ci facciamo coraggio, perlomeno in fretta ci andiamo a vestire e ognuno di noi raccatta velocemente soldi documenti, chiavi e li mette nella borsa che tiene sempre
con se perché non si sa mai dovesse accadere qualcosa di più grave.
La colazione la facciamo all’aperto. Ognuno di noi intuisce che è successo qualcosa di grave forse la piazza e le chiese hanno subiti danni. Ci facciamo coraggio e andiamo in centro: Al duomo è rimata solo la facciata, sono caduti cornicioni, comignoli, i danni più grossi sono stati a Finale dove c’era l’epicentro e a San Felice.
Ad ognuno di noi viene in mente che in quelle chiese crollate avrebbero dovuto esserci le Cresime e le comunioni proprio il 20 maggio. Sarebbero state affollatissime meno male che il terremoto era venuto di notte!

Pensavamo che tutto si limitasse a quel giorno
29 maggio ore 9: altra terribile scossa .Ciò che era rimasto in  piedi cade. Le persone hanno già ripreso a lavorare: Questa volta ci sono morti, le travi dei luoghi di lavoro si rompono, i muri si accartocciano , arrivano le telecamere delle TV per riprendere tutte le nostre case senza i tetti, i luoghi di lavoro sventrati i l nostro Municipio sorretto da pali di ferro, quasi fossero le stampelle di una persona che non si regge più in piedi. Questa volta l’epicentro è proprio sotto i nostri piedi.
In pochissime ore vengono allestiti i campi della protezione civile, dei vigili del fuoco, si sentono ovunque sirene, la gente fugge verso il mare. No, io non voglio fuggire, voglio rimanere qui a vegliare sulla mia città ormai mutilata per sempre, così come si veglia sulle persone care quando sono ammalate gravemente.

Angela Corazzari: vivo a Mirandola con la mia famiglia: ho 53 anni , 3 figli e una nipotina. Lavoro con mio marito che è il titolare di una tipografia che fortunatamente non è rimasta troppo danneggiata, ed ora è stata aggiustata con tantissime placche e viti. Anche la nostra casa non ha  subito danni  per cui ci sentiamo molto fortunati.

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