Le Storie

Qualcuno dice

E succede che… succede che una notte ti svegli di soprassalto, gli occhi si spalancano, le pupille si dilatano ma tu non vedi nulla perchè tutto intorno a te è buio, buio completo, quel buio a cui non sei abituata e che non hai mai sperimentato in tutta la tua vita. Perchè quello che fino ad ora hai chiamato buio, non è mai stato così profondo e nero come pece. E quel rumore… quel rombo assordante che ti riempie le orecchie e il petto perchè quel rumore che senti attorno ce l’hai anche dentro di te: è il rumore del tuo cuore, è il rumore della paura. La paura vera.

Il tuo corpo è senza controllo, così come tutto quello che ti circonda. Il tuo letto si sta muovendo, trema, si sposta, e ancora quel rumore che va avanti da così tanto tempo…E’ la terra che urla, è la terra che si incazza e tu non hai modo di calmarla, devi solo stare lì e aspettare che lo faccia lei da sola. E intanto le tue mani cercano quelle di chi ti sta vicino, cercano qualcosa o qualcuno a cui aggrapparsi, nella testa mille pensieri terribili e mille domande che forse non avranno mai risposta. Che sta succedendo? Che cosa succederà? Finirà? E quando finirà, io ci sarò ancora? Cazzo! Mio figlio è di sopra, non è qui con me! Cazzo!

Diciannove lunghissimi secondi in cui hai cercato in tutti i modi di alzarti da quel maledetto letto per andare da lui. Diciannove lunghissimi secondi in cui la terra ha deciso, invece, di non darti la possibilità di salvare tuo figlio e di salvare te stessa, perché quel maledetto letto trema troppo e tu non riesci nemmeno a muovere le gambe.

E poi finalmente la terra smette di urlare, quel rumore assordante smette ma non quello del tuo cuore che ancora batte impazzito e rischia di uscirti dal petto. Perchè la paura è così, non passa subito, ci vuole tempo, tanto tempo.

La luce di una pila fortunatamente tenuta sul comodino ti permette di vedere il disastro mentre, dopo avere raggiunto le persone che ami ed esserti riunita a loro, corri fuori da quella casa messa a soqquadro. Tutte le tue cose, le tue fotografie, i tuoi soprammobili e persino il tuo divano, niente è più al suo posto. Il pavimento è un mare di vetri rotti e cocci. E tu spalanchi quella porta, esci da quella che una volta era il tuo porto sicuro e che ora ti sembra una trappola per topi. E ti imbatti nel silenzio della notte, rotto soltanto dall’abbaiare impaurito dei cani e dal lamento degli allarmi. Sei confusa, intontita, non capisci. I vicini! Devo vedere i vicini! Loro sono lì, accanto a te, in strada pure loro in pigiama o in mutande, tirati giù dal letto dalla furia della Natura come te. La faccia assonnata, gli occhi spauriti. Il senso di irrealtà, i cellulari che non prendono la linea, sei ancora al buio. Non sai che fine ha fatto tua madre.

Qualcuno dice che la torre dell’orologio è crollata.
Qualcuno dice che è impossibile.
Qualcuno dice cose senza senso.
Qualcuno non dice nulla, semplicemente piange.

Perchè nulla c’è da dire, in questi casi. Devi solo guardarti attorno e pensare che ci sei ancora, che le persone che ti sono care ci sono ancora e che, per quanto bella e meravigliosa sia la Natura, per quanto spesso ti riempia gli occhi con innumerevoli spettacoli incantevoli, anche lei sa essere spietata. Anche lei, come tutte le cose belle, sa essere una vera stronza. E tu non ci puoi fare niente, sei inutile, inerme, totalmente e maledettamenteimpotente.

E non è bello.

Stefania Farinelli
Ho 34 anni, vivo a Poggio Renatico (FE) con il mio compagno e nostro figlio di 9 anni, un cane, tre gatti e tre pesci. La nostra casa fortunatamente è nuova e non ha subito gravi danni.
Sono un’insegnante di nuoto e nel tempo libero una scrittrice, o meglio, una a cui piace scrivere, ho pubblicato il mio primo libro con la casa editrice Albatros Il Filo nel mese di marzo di quest’anno.

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